Nuova legge federale sulla governance aziendale sostenibile: una buona direzione, ma un impatto insufficiente

Swiss Fair Trade accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale presenti, con il progetto di legge federale sulla governance aziendale sostenibile (LGSI), un avamprogetto che si ispira sostanzialmente agli standard internazionali, in particolare ai Principi guida dell’ONU e dell’OCSE nonché agli sviluppi dell’Unione europea. Si tratta di un passo importante verso un quadro armonizzato a livello internazionale per una gestione aziendale responsabile.
Nella sua formulazione concreta, tuttavia, il presente progetto presenta notevoli lacune e punti deboli. A nostro avviso, è fondamentale che un quadro normativo efficace non si limiti ad allinearsi formalmente alle direttive internazionali, ma le attui in modo coerente anche nella sostanza.
Tale quadro deve in particolare:
- garantire un’efficace tutela dei diritti umani e dell’ambiente lungo le catene del valore globali,
- creare certezza giuridica per le imprese e le parti interessate, nonché
- garantire condizioni di parità («level playing field»), in particolare nei confronti dell’UE.
Conclusione: nella sua forma attuale, la controproposta non è ancora sufficientemente efficace. Dal punto di vista di Swiss Fair Trade sono quindi necessari miglioramenti sostanziali per raggiungere l’effetto desiderato nella pratica.
1. Prezzi che coprono i costi di produzione e relativi meccanismi di determinazione dei prezzi come componente del dovere di diligenza
In base alla nostra esperienza, molti rischi nelle catene di approvvigionamento sono direttamente riconducibili a strutture di prezzo inique e alla pressione sui prezzi.
Chiediamo:
- l’esplicito riconoscimento di prezzi equi che coprono i costi di produzione
- la considerazione delle pratiche di acquisto come fattore di rischio centrale
- misure volte a evitare la pressione sui prezzi lungo la catena di approvvigionamento
Gli obblighi di diligenza aziendale sono efficaci solo se affrontano le cause economiche dei rischi relativi ai diritti umani.
2. Definizione pratica degli obblighi di diligenza
L’esperienza maturata nel commercio equo e solidale dimostra che è già oggi possibile attuare obblighi di diligenza efficaci, ma solo a determinate condizioni.
Chiediamo:
- una maggiore considerazione di strumenti collaudati quali: relazioni commerciali a lungo termine, prezzi minimi e meccanismi di determinazione dei prezzi stabili, nonché organizzazioni di produttori forti
- integrazione di modelli pratici concreti e sistemi esistenti nell’attuazione
Gli obblighi di diligenza devono orientarsi a modelli funzionanti ed essere strutturati in modo pratico.
3. Cooperazione anziché una gestione esclusivamente incentrata sul rischio
Un approccio basato esclusivamente sul rischio risulta, nella pratica, insufficiente. I miglioramenti sostenibili richiedono collaborazione.
Chiediamo:
- una maggiore enfasi su: contratti a lungo termine, rapporti commerciali basati sulla partnership, capacity building (ad es. formazione, assistenza in loco)
- la promozione di approcci cooperativi tra aziende e fornitori
Obblighi di diligenza efficaci non si basano solo sul controllo, ma sulla collaborazione a lungo termine.
4. Prospettiva globale: pratiche di acquisto e relazioni commerciali
Le aziende svizzere operano in mercati globali in cui le loro decisioni di acquisto hanno un impatto diretto sulle persone e sull’ambiente.
Chiediamo:
- una maggiore attenzione alle ripercussioni globali delle pratiche di acquisto e commerciali
- l’impegno ad analizzare e adeguare i modelli di business laddove questi contribuiscano a generare rischi
- un allineamento coerente della normativa agli sviluppi e ai requisiti internazionali
Una normativa credibile deve tenere conto della realtà delle catene di approvvigionamento globali e definire le responsabilità di conseguenza.
5. Maggiore attenzione alla prospettiva delle PMI
Molte imprese svizzere, in quanto PMI, sono indirettamente integrate nelle catene del valore internazionali.
Chiediamo:
- lo sviluppo di modelli concreti e attuabili per le PMI
- linee guida pratiche e sostegno, in particolare per le imprese più piccole
- regole chiare per evitare un onere sproporzionato a carico delle PMI
Un quadro normativo efficace deve essere praticabile per le imprese di tutte le dimensioni.
6. Un ambito di applicazione basato sul rischio anziché un’attenzione esclusiva alle grandi multinazionali
Le soglie proposte riguardano solo una cerchia molto ristretta di imprese e in alcuni casi non tengono conto dei modelli di business ad alto rischio.
Chiediamo:
- un ampliamento dell’ambito di applicazione con criteri basati sul rischio, in particolare per i settori ad alto rischio
- un orientamento basato sugli effettivi rischi per i diritti umani e l’ambiente, indipendentemente dalle sole dimensioni dell’impresa
Un approccio efficace deve partire da dove esistono i rischi – non solo dove le imprese sono grandi.
Considerazioni finali
Swiss Fair Trade è convinta che un quadro giuridico efficace possa essere raggiunto solo se i requisiti normativi vengono combinati con l’attuabilità pratica, condizioni commerciali eque e partnership a lungo termine.
Le integrazioni qui proposte contribuiscono a rafforzare l’efficacia dell’avamprogetto posto in consultazione della LGSI, garantendo al contempo che le imprese possano operare in modo sostenibile e responsabile lungo le catene globali del valore.
La dichiarazione completa è disponibile qui (disponibile solo in tedesco).
*Questo articolo è stato tradotto con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.








